Domenico Mula

Se anche i mobili hanno un’anima
Il disegno, prima di tutto. Come un respiro vitale. Un’inseparabile matita dalla punta morbida accompagna i suoi gesti. E la cosa che più spesso compra durante i suoi viaggi sono album da disegno. Anche se poi gli bastano un semplice foglietto, il retro di una busta o qualsivoglia altra superficie bianca, per rappresentarvi, entro quello spazio, un’idea. Domenico Mula “vede” disegnando. Con la capacità di chi, con pochi tratti, materializza le idee (siano esse oggetti o interi ambienti) avendo già la visione del risultato finito. “Il disegno è qualcosa che ti nasce dentro, si fissa poi sulla carta diventando al contempo proiezione mentale”, dice. E ai tanti programmi di software che pre-definiscono le idee, lui ancora preferisce la “vecchia” grafite della Faber Castell, da temperare a mano.
Da una sua idea nasce cosi la DOM Home Philosophy per creare uno stile le cui radici attingono alla passione per l’interior design, di cui Mula è un affermato precursore di tendenze. Una maniacale attenzione al dettaglio, abbinata all’ eleganza di ogni suo progetto, completano i parametri di questa sua inconfondibile filosofia. Riassumibile in tre parole letterarie: lusso, calma e voluttà, parafrasando Baudelaire.

L’Italia, l’artigiano del mondo
La DOM Edizioni, la sua società nata nel 2006, realizza arredi per case, yacht e lussuosi alberghi (l’ultima creazione il prestigioso Golf Resort all’Argentario) esprimendo principalmente tre cose: lo slancio creativo di Domenico Mula abbinato allo scrupoloso studio dell’oggetto, anche partendo dalle matrici storiche del design mondiale, con ricerche d’archivio che immettono linfa nel processo ideativo e produttivo. La valorizzazione dell’intelligenza e del sapere degli artigiani con i quali lavora, controllando ogni fase della lavorazione. Un punto fermo: il 100% made in Italy, cioè l’oggetto pensato e fatto in Italia, da mani italiane, abituate a ragionare secondo uno standard molto elevato. “Una sedia, un tavolo, sono sicuramente frutto del nostro design, ma è altrettanto certo e importante che l’artigiano, nelle fasi di lavorazione, ci metta del suo. Io passo ore con gli artigiani: da loro imparo sempre qualcosa per il mio lavoro. C’è soddisfazione a produrre bene e a rendere unico qualsiasi prodotto”. E pensando ad alta voce, Domenico Mula riflette sul valore della sua esperienza di designer e di imprenditore affermando: “Noi italiani dobbiamo ridiventare gli artigiani del mondo, riaprire qui da noi laboratori. Abbiamo un sapere che nessun altro Paese ha nel resto del mondo”. 

I materiali, tra scoperte e riscoperte
Ma c’è un terzo principio che anima Domenico Mula designer e imprenditore, e che per lui è anche una regola di base: appassionarsi ai materiali da lavorare. Scoprirne sempre di nuovi, è una sfida perenne per i creatori. Dodici anni fa, vincendo la resistenza di molti, introdusse nel mercato il legno tinteggiato nero, ormai entrato a far parte del lessico dell’interior design. Nel 2006 il suo istinto lo guidò a proporre mobili in lacca lucida cinese (materiale antico ma modernamente glossy). E oggi lui punta su l’ebano Makassar, l’ottone lucido e sul velluto, tessuto molto in voga negli anni Quaranta, per i divani. “Appassionarsi a un materiale significa scoprirne tutte le potenzialità intrinseche: recentemente ho realizzato un mobile con al centro il disegno di un rombo, sfruttando appieno le venature del legno, l’ebano Makassar”. Si tratta dell’armadio Michel, il mobile più venduto della DOM Edizioni. Pre-sentire le tendenze, le mode, i gusti, Domenico Mula è dotato di questo radar sensibile: 25 anni fa disegnava le cucine con le “isole” quando ancora non era di moda. E 12 anni fa, per la sua casa, si fece realizzare un lavello scavato nella pietra andando sulle cave di Carrara in cerca del pezzo giusto: un blocco di trachite di 440 chili. Oggi che il lavello in pietra è uno status symbol di sapore contadino, ancora una volta Domenico Mula lo aveva riproposto in anticipo.
Questa emotività nelle scelte dei materiali, è la spinta vincente per il design dei suoi arredi: più che comprare un mobile da lui si va per trovare uno stile, quello della DOM Edizioni. I suoi clienti –NEGOZI del settore, architetti e interior designers- si muovono tutti nella direzione della ricerca. “Per non correre il rischio di fare case-fotocopia, ma pensare invece la casa come un organismo che deve crescere insieme alle persone che poi la vivono” dice Domenico Mula. “Insieme a questi professionisti compio un appassionante  percorso che non consiste mai nella sola committenza o fornitura dei mobili, ma principalmente in uno scambio relazionale di vedute, di esperienze professionali di reciproco stimolo”.

 

Raffinatezza assoluta, nuova parola d’ordine
Romano naturalizzato romagnolo, a Cesena –sede dell’azienda- Domenico Mula ci è arrivato  ventenne e vi è rimasto sposando Antonella, sua compagna da 20 anni e dalla quale ha avuto due figli. Di romano gli è rimasto l’accento, di romagnolo ha acquisito quella tipica passionalità per la vita e per le cose. Ma che volesse fare l’imprenditore lo aveva ben chiaro fin dall’età di cinque anni, quando accompagnava il padre, anch’egli imprenditore. “Da lui ho imparato il sacrificio per l’impresa, l’impresa come una missione per la vita”, afferma. E la crisi, che oggi spaventa un po’ tutti, per Domenico Mula diventa un incentivo alla responsabilità di fare bene il proprio lavoro, a produrre con  maggior accuratezza, cercando di dare una sempre maggiore identità al prodotto. “Oggi le persone valutano molto l’acquisto da fare “, dice Mula, “per questo noi dobbiamo offrire il meglio che si può trovare sul mercato”.
Ma in che tipo di case vivremo da qui a dieci anni? Dove va l’interior design? “La casa tutta di design ha stancato, è finito il tempo della decorazione in cui si abbinava, per esempio, la poltrona in stile barocco alla statua di Buddha. Oggi si va verso una raffinatezza assoluta, di tessuti, di legni, di metalli lavorati con preziosità. E quindi si ritornerà al ruolo protagonista dell’artigianato artistico, come è stato nel passato quando i mobili li firmavano creatori e designer come Ullrich, Ponti, Prouvé o Gellner”.
Domenico Mula punta, in azienda, anche alla sinergia di squadra. Ha così deciso di “arruolare” due designers internazionalmente noti: Andrea Fogli e Kaki Kroener. Il primo si distingue per l’originalità e lo stile cosmopolita delle sue realizzazioni nel mondo dell’hotellerie di lusso. La designer parigina Kaki Kroener interviene con la sua cifra stilistica (memore di una precedente esperienza nella moda) ottenendo un risultato molto improntato al savoir vivre francese, all’arte di vivere, con un perfetto equilibrio tra decorazione, essenza ed apparenza, estetica e razionalità. Due designer con personalità diverse, ma entrambi in sintonia con la DOM HOME Philosophy: purezza delle forme, ricerca del particolare, innovazione. Punti cardinali e linee direttrici, queste, che danno vita a nuove tendenze, a nuovi gusti.

L’ottimismo nella crisi
Dalla mano che disegna di Domenico Mula alla mano dell’artigiano che lucida preziosi legni o cuce tessuti esclusivi, ecco il processo di sintesi. La mano dell’uomo, da sempre meraviglioso utensile, è tale anche oggi all’interno di un percorso “guidato”, che si esprime nella sua DOM Home Philosophy.  Nell’ambito dell’interior design di lusso, propone sì oggetti in serie, ma concepiti come pezzi unici, data l’originalità del disegno e la cura profusa in tutte le fasi della realizzazione, dal progetto iniziale alle finiture dei manufatti. Da qui il felice risultato di mercato ottenuto dalla DOM Edizioni dal 2006 al 2009, nonostante il momento poco propizio che il settore attraversa. Ma la qualità del prodotto è un certificato di valida garanzia. E l’acquisto consapevole, paga nel tempo. Un mobile prodotto da Domenico Mula è destinato a restare e a diventare, nei decenni futuri, un ricercato modernariato.